Né immagini né sogni né viaggi

Non immagini
né sogni
o luoghi lontani
né improbabili
viaggi…

La strada
non è lontana,
ma nascosta com’é
da uno sciame
di pensieri pare una selva

neppure tu sei lontana
silenziosa a volte come sei
nascosta tra un caffè
ed il fumo d’una sigaretta
forse attendi una parola

una parola da me
che ho il cuore in gola
una parola da me
e un’immagine di te brucia
nella mia mente.

Non sogni
né immagini
né improbabili
viaggi o
luoghi lontani…

eppure tra di noi
in questo assurdo
e maledetto presente
basterebbe una carezza

una carezza sola.

Irresistibile

Il cielo é cupo grigio

della pioggia azzurra

scivola sull’asfalto

ogni goccia

e qualche raggio

tra nubi intense e nere

si scava irresistibile

un passaggio

anch’io scavo

tra le giornate sparse

come fogli di giornale

tra un susseguirsi

di notti accese e calde

senza particolare

irresistibile coraggio;

sale sulla pelle sulle dita.

Forse in fondo

basta lasciarsi trasportare

da queste gocce di pioggia

dalla forza del temporale

che colpisce affonda

irresistibile lame di fuoco

tracce di colore greve

su vetri assonnati sul mare.

Forse in fondo

un riflesso di luce basta

ad accendere dentro sé

irresistibile la vita.

Ora lo sai

Ora lo sai
oltre il cielo
solo cielo:
freddo
scuro

oltre il suolo
terra roccia:
calda
dura

ed oltre le parole:
rosso sangue
forse cuore
insicuro.

Ora lo sai
tra gli alberi
oltre gli oceani
vibrano

gli animi inquieti
e parole perdute
cristalline chiare
e luce

si spengono
per un istante
sole
stelle
un attimo
il buio svanisce
scompare.

Ora lo sai
non sarai solo
mai

appartieni
ora lo sai
a loro…

Piove

Piove

ho l’animo inzuppato
di te e dei tuoi baci

scrosci d’acqua
improvvisi e violenti

non mi spengono
(tu bruceresti il mare)

piove

intrise le mie parole
dei tuoi occhi d’acqua

tu mi sorridi bagnata
e m’ offri il tuo fiore

piove

la coltre di gocce protegge
dai fatti crudeli l’amore

e piove
sui muri di casa
su finestre e balconi
sul tetto che
timidamente
che ci copre.

Metterei all’asta

Qualche cassetto
di baci avanzati
(quasi nuovi).

Tre o quattro
scaffali di abbracci
(senza panna né cioccolata)
ancora caldi di strette
amorosamente amiche.

E ripiani interi
d’ogni tipo di carezza
(fresche come frutta
o verdura di stagione)
ancora vergini di pelle
da lambire con dolcezza.

Scatole e scatole
di passeggiate vuote
in riva al mare
(d’inverno quando è scuro
e fa sempre un po’ paura)
scarpe e suole nuove
ripiene di belle parole.

Una cassa di tavole
imbandite a due,
con candele arricciate
(consumate come scogli
levigati dal vento)

e cerini, cerini caldi
di passione
(che a contarli
saranno ben più
d’un milione)

E un po’ di me
di quel che non mi serve
(probabilmente il cuore
o la mente)

In cambio chiederei
(umilmente)
che m’insegnaste
ad amare…
amare veramente.

Scommetto

Scommetto
i miei libri ingialliti
su giornate
e sorrisi inventati
sulle corse a cercar
delle scuse
e su musiche
o immagini illuse
su lettere tue che
non ho mai letto.

Non mi crederai
(t’asciughi una lacrima)

Scommetto
le pagine bianche
sulle quali
ho descritto la vita
e l’inchiostro
del sangue che brinda
ad un bacio
che accende e che vibra
e mani le mie
sul tuo petto.

Non mi riconoscerai
(ti sfugge una lacrima)

Scommetto
i miei dischi usurati
sulle notti piovose
carezze volute
carezze cercate
ed occhi a cercare luce
una luce nei tuoi occhi
come un faro spento
piccolo gozzo infranto
accanto al muretto.

Non ti ascolterò
(un’altra ed un’altra
un’altra ancora…)

E così te ne vai

Portandoti via
i rumori di noi
le parole di noi
i silenzi…

Incudini e lame
i tuoi gesti
leggeri.

E così te ne vai
nella tua voce
un’altra, non tu
ed io
non più io
ai tuoi occhi.

Trascini via
come un fiume
in piena la vita.

Che rimarrà
di te, che te ne vai?
Se l’immagine di te
in me
già si nasconde
impaurita
una fragile gatta
ferita.

La mia vita alla Amundsen

La mia estate
é stata lunga
(fin troppo).
É si sa
troppo sole
troppa gioia
alla fine
feriscono
incidono
tracce profonde;
più d’un coltello
o d’una lama.

Adesso l’inverno
é lungo
le piogge bagnano
e annegano l’animo
ha ben poco da battere
il cuore,
scendono spruzzi
di freddo e neve
inaspettati.

E’ lungo quest’inverno
come si suol dire
(banalmente)
– non c’è più stagione
neppure per il cuore.

Lunghe distese
bianche
brillano nei miei occhi
ed il gelo é negli sguardi
anche nei miei forse…
Ma che importa
seguo la strada
che porta al mio polo
e quando lì
pianterò
il mio stendardo
riscalderà
il mio sguardo
e non mi sentirò più
solo.