L’estate, l’inverno…

Mi sono inventato
i tuoi baci
e tu i miei,
costruiti con sabbia
e cocci di mattoni.

Ho immaginato
i tuoi seni,
tu il mio fallo,
eretti: come cupole
come albero maestro.

E sogni tramutati
in casa e coperte
in ghiaccio sul ventre,
leccando i nostri corpi
come miele come gelato.

L’estate?
Modestamente
calda per noi.

L’inverno?
Ulteriore astuzia
per l’amplesso.

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